| Niente
panettone a Natale. Non per salvare la linea, ma semplicemente
perchè la festa più bella e dolce dell'anno la
dedicherà alla protesta. Rispettosa fin che si vuole, ma dura e
rumorosa.
Andrea
Cogo, 37 anni, trevigiano, ex stagionale all'Aprilia, con tutti i
risparmi in fumo per aver investito soldi e futuro in azioni Parmalat,
ha deciso infatti di scendere nuovamente sul sentiero di guerra. A fine
settembre era stato a Parma e a Collecchio in bicicletta, autentico
uomo sandwich, per enfatizzare la propria protesta contro la truffa
messa a segno ai danni dei piccoli risparmiatori come lui, consumatasi
con il crollo dell'impero Parmalat.
Cogo
ha grinta. Sarà stato anche sfortunato ad investire un centinaio
di milioni (di lire) due giorni prima che Bank of America il 13
dicembre dell'altro anno, annunciasse al mondo che Parmalat, nei suoi
forzieri, non aveva nessuna lira a garanzia dando così il via al
tracollo. Ma non è nemmeno il tipo da arrendersi tanto
facilmente. Così, dopo il tour nella tana del lupo a Parma e la
rapida passerella televisiva ospite di Bruno Vespa a "Porta a porta",
prima è stato in Tribunale a Milano per partecipare al processo
Parmalat (ieri c'è stata la 4. udienza; 7.500 circa le richieste
di costituzione di parte civile), quindi ha creato un sito su Internet
(www.controletruffe.com) ed infine ha deciso di dare un ulteriore
impulso alla lotta per vedersi restituire i propri 50 mila euro: un
autoinvito a casa Tanzi per il cenone e poi lo sciopero della fame
davanti al Tribunale di Milano nei giorni di Natale e Santo Stefano.
Con
l'appoggio dei consulenti dell'Ifa di Treviso (www.ifa-treviso.it) e
del Comitato Parmalat (www.comitatoparmalat.com) con il sito sta
ricucendo le file delle migliaia di piccoli azionisti e obbligazionisti
che si sentono traditi e derubati dei soldi investiti.
Così ha deciso di autoinvitarsi a casa di Calisto Tanzi a
Collecchio per il pranzo di Natale. O per il cenone? La scelta
sarà una sorpresa. Ma molto probabilmente la presenza a tavola
di Andrea Cogo non sarà gradita; così il trevigiano ha
già pronta l'alternativa: lo sciopero della fame a Natale e
Santo Stefano davanti al Tribunale di Milano. «Mi auguro che
qualche milanese che come me è stato vittima della Parmalat e
chiede giustizia, mi venga a trovare e, magari, mi porti un
caffè ed una fetta di panettone».
Cogo continua per la propria strada e crede nella spettacolarizzazione
della protesta. Intanto però, ha scritto all'amministratore
straordinario di Parmalat Enrico Bondi chiedendo la convocazione di
un'assemblea straordinaria dei piccoli azionisti. Utopia o miracolo di
Natale? A Babbo Natale la risposta.
Sergio
Zanellato
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