| Treviso
I
giudici hanno dato ragione a un investitore trevigiano. Nel 2001 aveva
chiesto consigli alla banca per un investimento sicuro per i suoi
risparmi e si era visto offrire obbligazioni Cirio Holding Luxemburg
per 34 mila euro. La Banca di Monastier e del Sile-Credito Cooperativo
è stata così condannata a riprendersi le obbligazioni e a
restituire i
soldi all'investitore. È una sentenza pilota in Italia. Per i
giudici è
mancata un'adeguata informazione sul rischio. Non c'è stata la
completezza necessaria visti l'alea dell'operazione e il ruolo di
intermediazione assicurato dall'istituto bancario che comporta anche il
dovere di diligenza. Se le informazioni date al cliente non sono
complete o non adeguate ricade sulla banca la nullità
dell'acquisto. Si
azzera l'operazione.
I
fatti che hanno portato alla sentenza del Tribunale di Treviso -
presidente Francesco Pedoja, giudici Bruno Casciarri (relatore) e Galli
- risalgono al febbraio 2001. Quando un trevigiano - rappresentato
dall'avv. Francesca Cavarzerani; l'avv. Silvia Dantini ha difeso
l'istituto di credito - si era rivolto ai consulenti della Banca di
Monastier e del Sile per investire 34 mila euro e si era visto proporre
l'acquisto di obbligazioni Cirio Holding Luxemburg. Poi nel novembre
2002 era seguito il default. Grazie al nuovo rito societario previsto
dal decreto legislativo n° 5 entrato in vigore il 1° gennaio
2004, la
causa civile ha avuto un iter da record. Iniziata a giugno in sette
mesi è andata a sentenza. Ora il provvedimento è
già esecutivo anche se
impugnabile.
Giannino
Tottolo, direttore generale della Banca di Monastier e del Sile
commenta: «Al momento ci è noto solo il dispositivo della
sentenza che
ha dichiarato la nullità del contratto di acquisto di
obbligazioni
Cirio Holding Luxemburg con la conseguenza che le obbligazioni dovranno
essere retrocesse alla Banca che a propria volta dovrà versare
ai
clienti il prezzo a suo tempo pagato per l'acquisto. Dovranno essere
attentamente valutate le motivazioni che hanno portato il Tribunale a
questa decisione, dato che la Banca era ed è consapevole di
avere
esattamente eseguito tutti gli adempimenti formali che i regolamenti
Consob prevedono in materia. Il caso però non può avere
una valenza
generale, avendo ad oggetto un titolo e cioè l'obbligazione
Cirio
Holding Luxemburg che coinvolge problemi particolari ed esclusivi di
questo tipo di titolo (emesso da una società estera e privo di
valutazione sulla sua sicurezza)».
Roberto
De Marco, presidente della Federconsumatori, associazione che ha messo
a disposizione il legale al risparmiatore, commenta: «Siamo
contenti ma
prudenti, aspettiamo il dispositivo della sentenza per le opportune
valutazioni». Questa è stata la prima causa promossa da
Federconsumatori. Ma in itinere ce n'è una trentina nei
confronti sia
della Banca di Monastier e del Sile che di altri sei istituti bancari.
In più ce n'è un centinaio in istruzione.
I
consulenti indipendenti dello Studio Ifa-Treviso, che già in
collaborazione con Aduc Investire Informati sostengono i risparmiatori
nelle azioni risarcitorie relative non solo ai bond Cirio, ma anche
agli altri casi di default (Parmalat, Argentina, MyWay-4You),
ammoniscono: «Ben vengano le prime sentenze a favore dei
risparmiatori
nella speranza che tutto ciò serva a far comprendere finalmente
che
affidarsi ai consigli delle banche non è la scelta ottimale in
quanto
esse anteporranno sempre le proprie esigenze di bilancio all'interesse
del cliente. Solo un professionista indipendente può garantire
la piena
consapevolezza degli strumenti finanziari acquistati».
Sergio
Zanellato
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