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Venerdì, 14 Gennaio 2005


TREVISO
Cirio, il giudice condanna la banca

Treviso

I giudici hanno dato ragione a un investitore trevigiano. Nel 2001 aveva chiesto consigli alla banca per un investimento sicuro per i suoi risparmi e si era visto offrire obbligazioni Cirio Holding Luxemburg per 34 mila euro. La Banca di Monastier e del Sile-Credito Cooperativo è stata così condannata a riprendersi le obbligazioni e a restituire i soldi all'investitore. È una sentenza pilota in Italia. Per i giudici è mancata un'adeguata informazione sul rischio. Non c'è stata la completezza necessaria visti l'alea dell'operazione e il ruolo di intermediazione assicurato dall'istituto bancario che comporta anche il dovere di diligenza. Se le informazioni date al cliente non sono complete o non adeguate ricade sulla banca la nullità dell'acquisto. Si azzera l'operazione.

I fatti che hanno portato alla sentenza del Tribunale di Treviso - presidente Francesco Pedoja, giudici Bruno Casciarri (relatore) e Galli - risalgono al febbraio 2001. Quando un trevigiano - rappresentato dall'avv. Francesca Cavarzerani; l'avv. Silvia Dantini ha difeso l'istituto di credito - si era rivolto ai consulenti della Banca di Monastier e del Sile per investire 34 mila euro e si era visto proporre l'acquisto di obbligazioni Cirio Holding Luxemburg. Poi nel novembre 2002 era seguito il default. Grazie al nuovo rito societario previsto dal decreto legislativo n° 5 entrato in vigore il 1° gennaio 2004, la causa civile ha avuto un iter da record. Iniziata a giugno in sette mesi è andata a sentenza. Ora il provvedimento è già esecutivo anche se impugnabile.

Giannino Tottolo, direttore generale della Banca di Monastier e del Sile commenta: «Al momento ci è noto solo il dispositivo della sentenza che ha dichiarato la nullità del contratto di acquisto di obbligazioni Cirio Holding Luxemburg con la conseguenza che le obbligazioni dovranno essere retrocesse alla Banca che a propria volta dovrà versare ai clienti il prezzo a suo tempo pagato per l'acquisto. Dovranno essere attentamente valutate le motivazioni che hanno portato il Tribunale a questa decisione, dato che la Banca era ed è consapevole di avere esattamente eseguito tutti gli adempimenti formali che i regolamenti Consob prevedono in materia. Il caso però non può avere una valenza generale, avendo ad oggetto un titolo e cioè l'obbligazione Cirio Holding Luxemburg che coinvolge problemi particolari ed esclusivi di questo tipo di titolo (emesso da una società estera e privo di valutazione sulla sua sicurezza)».

Roberto De Marco, presidente della Federconsumatori, associazione che ha messo a disposizione il legale al risparmiatore, commenta: «Siamo contenti ma prudenti, aspettiamo il dispositivo della sentenza per le opportune valutazioni». Questa è stata la prima causa promossa da Federconsumatori. Ma in itinere ce n'è una trentina nei confronti sia della Banca di Monastier e del Sile che di altri sei istituti bancari. In più ce n'è un centinaio in istruzione.

I consulenti indipendenti dello Studio Ifa-Treviso, che già in collaborazione con Aduc Investire Informati sostengono i risparmiatori nelle azioni risarcitorie relative non solo ai bond Cirio, ma anche agli altri casi di default (Parmalat, Argentina, MyWay-4You), ammoniscono: «Ben vengano le prime sentenze a favore dei risparmiatori nella speranza che tutto ciò serva a far comprendere finalmente che affidarsi ai consigli delle banche non è la scelta ottimale in quanto esse anteporranno sempre le proprie esigenze di bilancio all'interesse del cliente. Solo un professionista indipendente può garantire la piena consapevolezza degli strumenti finanziari acquistati».

Sergio Zanellato